Ma si può vivere senza entusiasmo? No !! Il nostro cervello è
programmato per ricercare ed avere piacere…ma non una volta
all’anno, tutti i giorni. E anche se piangi un giorno intero, anche
dopo una serie incredibile di eventi sfavorevoli, dopo una disgrazia,
un lutto, anche quando ti sembra che finisca il mondo.. ad un certo
punto, se ti ascolti, senti il bisogno di ridere e di provare
piacere, nella mente e nel corpo. E se non lo fai inevitabilmente ti
ammali.
Esperto in disagio minorile, disturbi emotivi e del comportamento, dinamiche disfunzionali nel rapporto genitori-figli. Si occupa anche di depressione, attacchi di panico, fobie, rapporti affettivi, dipendenze (alcool, droga, gioco d'azzardo, sesso, nuove tecnologie), disturbi alimentari, centro di ascolto per ragazzi in difficoltà, disturbi d'ansia, dell'umore, somatoformi, del sonno, sessuali, terapia di coppia, autostima, assertività, disturbi ossessivo compulsivi.
domenica 3 giugno 2018
LA TERRIBILE PAURA DI SBAGLIARE
Una madre “accogliente e sufficientemente buona” è certamente
l’apripista per una vita più sicura e meno timorosa dei propri
errori. Sapere che qualunque sia il nostro pensiero, il nostro
comportamento, la direzione in cui decidiamo di andare, saremo sempre
sostenuti dalla nostra principale figura di attaccamento ci consente
di affrontare la vita con più coraggio. Una madre “accogliente”
fa fare al bambino i primi passi, lo aiuta a parlare, gli fa
sperimentare nuovi giochi, nuove situazioni, gli spalanca la mente.
In questo contesto un errore non sarà vissuto dal bambino come un
fatto troppo grave, e lo sbaglio non avrà quella connotazione
negativa che la parola stessa suggerisce. Talvolta tuttavia, al di là
dei genitori che abbiamo avuto in sorte, attribuiamo a un esame, un
colloquio di lavoro, una decisione, un incontro d’amore.. una così
grande importanza da sentirci terrorizzati. Ci accade questo quando
abbiamo una visione ristretta di noi stessi, quando stabiliamo a
priori come dobbiamo essere e diventare, quando ci vogliamo bene solo
se raggiungiamo il risultato che ci siamo prefissati. Ma chi lo ha
detto che bisogna dimostrare agli altri e a se stessi di essere
bravi?
sabato 2 giugno 2018
SENSO DI COLPA
Deriva da uno stato di autoaccusa, ci procura disagio interiore e
frustrazione….. e ci crea un senso di inferiorità che ci spinge a
fuggire da noi stessi. E’ strettamente collegato a manifestazioni
sintomatiche, come ad esempio grandi abbuffate. E’ causato da un
atteggiamento spietato nei nostri confronti che ci ingabbia in un
continuo giudizio su noi stessi, sul nostro comportamento, su cosa
facciamo bene e cosa male. All’origine ha una costruzione ideale
molto rigida di come siamo e di come dovremmo essere. Si può
superare solo in un modo, imparando a stare con noi stessi.
martedì 29 maggio 2018
PER DIMAGRIRE
Non dobbiamo dire continuamente a noi stessi di essere più magri,
non dobbiamo metterci sulla bilancia ogni giorno, non dobbiamo
condannarci a diete super restrittive e frustranti. Se siamo grassi
siamo infelici, non siamo infelici perché siamo grassi. Essere
grassi è il sintomo, essere infelici la causa. Si dimagrisce quando
ci si “dimentica” di mangiare... e ci si “dimentica” di
mangiare ad esempio quando si lavora con passione, o quando si legge
il libro della vita, o quando ci si innamora. Se invece siamo
emotivamente bloccati, piatti, il grasso è la parte viva di noi che,
non potendosi esprimere in altro modo, lo fa in maniera sintomatica.
AL DI LA’ DELLE BUGIE..
...che non è vero che sono peccato, che anzi talvolta sono
salvifiche per se stessi e in alcuni casi possono addirittura avere
una connotazione altamente altruistica , la domanda da farsi è: come
mai abbiamo l’esigenza spasmodica di raccontare sempre tutto di noi
e di voler sapere tutto dall’altro? Ma siamo sicuri che sia un
comportamento sano? La psicologia dice di no!! “Sto andando al
bar a prendere un caffè”, “ora leggo un libro”, “ora cammino
ad un passo lento”, “adesso più veloce”, Ma chi se ne frega??
Parlare di cosa si sta facendo con qualcun altro distoglie
l’attenzione dall’azione stessa… che avrebbe invece già in se
stessa un potente valore terapeutico.
lunedì 28 maggio 2018
LOVE YOURSELF
Volersi bene non significa necessariamente piacersi, che implica
avere in mente un’ immagine ideale di sé e cercare di
assomigliarle il più possibile. Perchè poi cosa succede se non ci
si riesce? Non è un dramma se talvolta proviamo fastidio o rabbia
verso noi stessi, ad esempio a causa di un nostro comportamento che
riteniamo sbagliato. E’ una sensazione che passa. La verità è che
tendiamo a volerci bene solo dentro a continue identificazioni. E’
dunque errato il concetto stesso di “volersi bene”, bisognerebbe
invece migliorare la nostra capacità di stare con noi stessi, con
quello che ci passa dentro volta per volta.
LEGAMI E ATTACCAMENTO
La storia di ognuno è una storia che ci lega all’altro e che
dipende da lui, a partire dalla nascita. La vita ci viene dall’altro
ed è stare insieme con l’altro. L’attaccamento del neonato alla
propria madre non è solo conseguenza del bisogno di alimentarsi,
serve anche alle sue importantissime funzioni psicologiche.
Appartenere a una famiglia è un’ esigenza dello sviluppo, basta
infatti considerare gli effetti disastrosi di una madre distaccata:
rallentamento della crescita e chiusura del bambino che smette di
esplorare il mondo.. perché se non c’è la mamma non c’è
neanche il mondo. Il bisogno dell’altro è dunque una condizione
esistenziale, e in questa partecipazione al gruppo si trova l’origine
dell’apprendimento. L’indipendenza stessa necessita dell’altro
per potersi realizzare. Il legame inoltre non si ha solo con i vivi,
ma anche con le persone morte. Il bisogno è talmente forte, che
quando non è possibile legarsi ad un uomo o a una donna, lo si fa
pure con gli angeli o magari anche con i demoni.
domenica 27 maggio 2018
E.T. INSEGNA
LA FRAMMENTAZIONE ...
del pensiero è un evento del cervello che sperimentiamo ogni
giorno. Spesso non siamo nemmeno noi a volerla ma semplicemente la
subiamo, ad esempio con l’arrivo improvviso di un sms, una
telefonata, uno spot pubblicitario. Ma dobbiamo essere consapevoli
che questa condizione, così diffusa nel nostro quotidiano, ci
impedisce di fare delle elaborazioni complesse e sequenziali. Esse
infatti necessitano innanzitutto di partire da premesse, sviluppare
delle considerazioni e giungere a una conclusione…. che può essere
anche molto lontana dalle premesse iniziali, e che può perfino
contraddirle.
Questo procedimento, tutt’altro che lineare e immediato, ha bisogno di tempo per attuarsi, oltre che di una disposizione d’animo votata alla tranquillità e alla messa in discussione di se stessi. Se, tuttavia, si riesce a non avere troppa fretta e a portare a termine tutti i passaggi, è possibile accedere alle funzioni più alte del pensiero.
Questo procedimento, tutt’altro che lineare e immediato, ha bisogno di tempo per attuarsi, oltre che di una disposizione d’animo votata alla tranquillità e alla messa in discussione di se stessi. Se, tuttavia, si riesce a non avere troppa fretta e a portare a termine tutti i passaggi, è possibile accedere alle funzioni più alte del pensiero.
sabato 26 maggio 2018
IL PENSIERO
giovedì 24 maggio 2018
LA FOLLIA NON ESISTE
Il mondo esiste solo in quanto l’ Io lo sperimenta, altrimenti
non esisterebbe. L’unica esperienza che possiamo fare del mondo non
è forse solo quella del mondo che è entrato dentro di noi? Che
altra esperienza del mondo potremmo mai fare? Nessuna. O questa o
nessun’altra.
Da questo si può dedurre una cosa….che la follia non esiste. Esiste solo l’esperienza della follia. Non esiste cioè una contrapposizione oggettiva tra ciò che è folle e ciò che non lo è…. e non esiste perché niente ha significato se non nel vissuto di ciascuno.
Da questo si può dedurre una cosa….che la follia non esiste. Esiste solo l’esperienza della follia. Non esiste cioè una contrapposizione oggettiva tra ciò che è folle e ciò che non lo è…. e non esiste perché niente ha significato se non nel vissuto di ciascuno.
mercoledì 23 maggio 2018
REAL TIME
E’ il tempo della realtà psichica in cui è calato l’uomo
contemporaneo, dove ogni domanda possibile può ricevere solo una
risposta immediata. Una condizione di vita portata più all’agire
che al pensare, in cui il dubbio non esiste più perchè lascia il
posto alla verità del momento. L’esigenza di una vita in real time
uccide l’immaginazione, che per esistere necessita invece di un
futuro. Con l’immaginazione si può vivere una vita che non c’è,
fuggendo talvolta dal tempo reale che magari è poco piacevole e
frustrante. L’uomo del presente non può più aspettare. Aspettare,
meditare, pensare.…. generano angoscia….. dunque molto meglio
agire subito.
martedì 22 maggio 2018
lunedì 21 maggio 2018
PSICOLOGO O NON PSICOLOGO
Si
è parlato molto negli ultimi anni del lavoro dello psicologo, non
senza stereotipi.
Dalla figura professionale che lavora con i pazzi a una sorta di
indovino o chiromante. Lo psicologo, però, non ha nulla a che vedere
con poteri magici, sfere di cristallo o visioni.
Il
lavoro dello psicologo, anche
se in gran parte sdoganato,
è ancora
oggetto
di discussione, spesso
genera
incertezza e molti non sanno bene di cosa si tratti.
Lo
psicologo è una figura professionale che ha ricevuto un’educazione
universitaria e ha dedicato la sua vita allo studio della mente,
delle emozioni e dei comportamenti delle persone.
Andare dallo psicologo è il primo passo per avviare un cambiamento.
A
volte non è facile, in
quanto questo
fatto implica accettare o essere consapevoli di avere un problema
o
una difficoltà, e per molte persone riconoscerlo è un’impresa
difficile.
Tuttavia, è il primo passo per cambiare la situazione.
Nella
consapevolezza che...
Il primo passo non ci porta dove vogliamo andare, ma ci sposta da dove siamo.
domenica 20 maggio 2018
IL MONDO DENTRO NOI
… si forma in parte da
quello fuori ma, se non stiamo attenti, rischiamo di diventare mondo
esterno interiorizzato. Le esperienze si fanno corpo in noi e la
società in cui viviamo ci modifica. Gli infiniti oggetti di cui ci
circondiamo cambiano perfino la nostra biologia.
A questo ineluttabile processo
bisogna tuttavia prestare una particolare attenzione in quanto,
talvolta, l’esperienza esterna diventa pericolosamente imperativa.
E’ il caso in cui un oggetto (come ad esempio il telefonino), che
non c’era fino a pochi anni fa, si impone condizionandoci a tal
punto da non poter vivere senza.
Il meccanismo è lo stesso che
porta alla formazione di una “idea fissa”. Accade che una certa
idea, che prima non esisteva in noi, si presenti in un momento
preciso rinforzandosi a poco a poco e ripetendosi continuamente nella
nostra mente. Essa dunque si impone, senza chiedere il permesso,
presentandosi senza avere alcuna utilità e senza la possibilità di
essere guidata. Può diventare ossessiva al punto da invadere tutta
la mente fino a paralizzarla.
Ma cosa succede se si tratta
di un'idea fissa radicata sulla morte?
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