Il
supporto psicologico permette all’individuo di aumentare la
consapevolezza dei propri vissuti interni, delle proprie emozioni.
Andare dallo psicologo, non necessariamente implica l’avere dei
problemi psichici, bensì spesso serve per affrontare la gestione di
determinati momenti difficili e critici. Lo psicologo opera in
diversi ambiti, quali la prevenzione, la diagnosi, il supporto e il
sostegno.
La consulenza psicologica
svolta presso la farmacia si struttura come un incontro finalizzato
ad offrire all’utente uno spazio di ascolto, nel quale si cercherà
di dare un nome agli aspetti problematici e di sofferenza, al fine di
poter iniziare un percorso che miri al benessere individuale e/o di
coppia.
Le farmacie sono ormai dei
veri e propri servizi polifunzionali e hanno la possibilità di
fornire servizi altamente professionali finalizzati alla promozione
del benessere del cittadino.
Esperto in disagio minorile, disturbi emotivi e del comportamento, dinamiche disfunzionali nel rapporto genitori-figli. Si occupa anche di depressione, attacchi di panico, fobie, rapporti affettivi, dipendenze (alcool, droga, gioco d'azzardo, sesso, nuove tecnologie), disturbi alimentari, centro di ascolto per ragazzi in difficoltà, disturbi d'ansia, dell'umore, somatoformi, del sonno, sessuali, terapia di coppia, autostima, assertività, disturbi ossessivo compulsivi.
martedì 8 maggio 2018
lunedì 7 maggio 2018
PAURA DI COSA?
Cos’è?
Esiste solo in relazione a
qualcosa, da sola non esiste.
Che significato si può dare
dunque alla paura della morte? E’ paura dell’ignoto o è
qualcos’altro?
In fondo, è solo paura di
perdere il rapporto con le cose che ci appartengono e che ci sono già
note: paura di perdere delle persone care, la famiglia, delle idee,
il proprio carattere, il proprio conto in banca. Ognuno di noi,
generalmente, trova una via di fuga alla paura: quella più comune è
l’identificazione (con un’ideologia, una nazione, una fede, e
altre).
C’è la paura del dolore. Ma
mentre il dolore fisico è una reazione nervosa, il dolore
psicologico sorge nei legami con le persone o le cose che ci danno
più gioia e soddisfazione, e sorge perché subentra la paura di
qualsiasi cosa possa portarcele via.
domenica 6 maggio 2018
L’ IMPORTANZA DELLA NOMINAZIONE
sabato 5 maggio 2018
LA VITA E’ … VIVERE IN RELAZIONE !!
La relazione è lo specchio
per scoprire te stesso. Senza relazione non esisti. Esisti solo nella
relazione. Nessun Paese, nessun popolo, nessun individuo può vivere
in isolamento. Relazione dunque come processo di autorivelazione, in
cui si scoprono le proprie motivazioni, i propri pensieri e i propri
obiettivi.
venerdì 4 maggio 2018
L’IMPORTANZA DELLE PAROLE
Le parole sono mattoni, non
solo per chi fa il mio mestiere.
Se è vero quanto diceva Lacan
sull’inconscio... cioè che è strutturato come un linguaggio,
significa che noi tutti, nel profondo, siamo fatti di parole (oltre
che di immagini). E se siamo fatti di parole significa che le parole
che diciamo agli altri, ma soprattutto quelle che diciamo a noi
stessi, creano i nostri stati mentali. Si potrebbe quindi dire che i
limiti del nostro linguaggio sono i limiti del nostro mondo. Il modo
in cui comunichiamo dà forma alle nostre relazioni e costruisce
l’ambiente intorno a noi, per cui se usiamo le parole sbagliate
creiamo rapporti complicati e ci possiamo anche ammalare. Dovremmo
ascoltarci dunque mentre parliamo, non per misurare le parole, ma
perché a parlare in modo autentico non sbagliamo mai.
mercoledì 2 maggio 2018
LA TRISTEZZA
……. non va demonizzata!
Questo sentimento, che
apparentemente porta con se una valenza negativa, in realtà è
sempre detentore di un sapere più profondo che sfugge ai codici del
pensiero.
Quando siamo tristi, quando ci
capita di non avere voglia di uscire, di vedere le solite persone, di
fare le solite cose, quando “ci rintaniamo”, è come se vivessimo
una sorta di piccolo lutto interiore che svolge una funzione molto
importante: serve a liberarci da certe parti di noi che non ci
servono più, da quei modi di essere che abbiamo acquisito nel tempo
ma non ci appartengono più.
SEI GRASSA!!!
Il grasso in eccesso cos’altro è se non un sintomo?
Molte donne e uomini soffrono
di fame nervosa e si definiscono infelici a causa del loro
sovrappeso. Intraprendono continue diete, intensificano l’attività
fisica, qualcuno pratica anche digiuni prolungati, ma alla fine la
fame nervosa torna sempre. Ogni sintomo ricorrente non è mai
casuale, e se torna, è perché ha qualcosa di cui farci diventare
consapevole, non per “distruggerci”. Se prestiamo attenzione, ci
rendiamo conto che cerchiamo il piacere del cibo perchè per qualche
motivo abbiamo soppresso la gioia di vivere. Obbligarsi a diete
ferree, spingendo la nostra forza di volontà oltre il lecito, non è
la strada giusta, in quanto fa inevitabilmente scattare il desiderio
di trasgressione, con un conseguente abbassamento dell’autostima e
un inevitabile senso di frustrazione. Per cui, la prima domanda che
consiglio di farsi a una persona in sovrappeso è : “ che spazio do
al piacere nella mia vita quotidiana?”.
Spesso quindi, si mangia per
reagire alle punizioni che ci autoinfliggiamo.
In conclusione, occorre tenere
presente che quando dentro di noi si forma un disagio, siamo quasi
sempre noi stessi a mantenerlo in vita.
martedì 1 maggio 2018
IL DEPRESSO…
non ha bisogno di sentirsi dire dagli altri parole di conforto
che minimizzano o banalizzano il suo stato (“dai che non è niente” o “ ti fai
dei problemi per niente”) in quanto chi lo fa perlopiù ignora di aver mai avuto
qualsiasi disagio psichico e dimostra di essere scarsamente in contatto con le
sue emozioni. Il depresso stesso, inoltre, non deve raccontarsi le classiche
frasi di incoraggiamento come “reagisci!”, “non essere esagerato”, “se fai così
significa che sei fragile”. Sono tutte parole sprecate che vanno nella
direzione opposta a una guarigione. Come sempre occorre tutelare i sintomi da
interpretazioni sbagliate, e al contrario, prenderli sul serio. La depressione
va intesa come un percorso che esige rispetto e tempo, e come una opportunità
di trasformazione personale. Anche se si presenta come un nemico indesiderato,
pian piano si può comprendere che i cambiamenti che ci chiede sono nella
direzione del nostro interesse e per il nostro bene.
martedì 17 aprile 2018
L’ANSIA DI MAMMA E PAPA’…
… è contagiosa!
Per cui occorre proteggere i
figli dalle ansie genitoriali e trasmettere l’amore che proviamo
per loro in forma diversa.
Stare addosso ai propri figli
ha una diretta conseguenza: perderli.
Se talvolta ci sembrano
trasgressivi, o solo un po’ strani, è meglio trattenerci dal
criticarli se non vogliamo offuscare la loro personalità.
Anche con i consigli, se non
sono richiesti, non bisogna esagerare; il rischio, altrimenti, è
quello di limitare la loro capacità di pensare e di stare con se
stessi.
Concedere loro fiducia
significa fargliela crescere dentro, mentre il desiderio ossessivo di
controllarli su tutto è pericoloso. La personalità infatti si
plasma e si rinforza solo nell’incontro con le difficoltà. I figli
per imparare a conoscersi devono poter sbagliare, e se vogliamo che
crescano interiormente e che non rimangano degli eterni bambini
dobbiamo anche contemplare l’idea che possano soffrire.
sabato 14 aprile 2018
IL SENSO DELLA DEPRESSIONE
Viviamo in un’epoca che, se
potesse, abolirebbe tranquillamente dal vocabolario le parole come
“dolore”, “sofferenza”, “stanchezza”, “fragilità”,
“debolezza”, “malattia”, e perché no… anche
“depressione”. I diktat che ci arrivano continuamente dal mondo
esterno riguardano standard di perfezione, di forza, di successo, e
ci ingabbiano in uno schema di pensiero estremamente rigido ma
soprattutto altamente nocivo alla nostra soggettività.
Ogni stato emotivo che ci
attraversa, infatti, ha lo stesso diritto di esistere in noi, che ci
piaccia o no, e reprimerlo non può che allontanarci da noi stessi.
Il risultato è che la nostra
società produce in modo seriale individui sintomatici che sempre più
spesso non sanno nemmeno di esserlo, e quando invece riescono a
riconoscere la presenza del sintomo non sanno a cosa attribuirlo.
Il nostro mondo emotivo
insomma è troppo scollegato dalla realtà, e questo non può far
altro che farci stare peggio e cronicizzare il disturbo di cui
soffriamo.
La depressione, dunque,
anziché come disgrazia, va intesa come salvifica. La sua presenza
sta a significare che qualcosa dentro di noi si arrende, che vuole
spazzarci via, vuole eliminare i nostri soliti ragionamenti e le
nostre solite certezze.
E noi, quando si presenta,
dobbiamo essere pronti ad accoglierla come una grazia.
mercoledì 11 aprile 2018
Caro figlio… ti ascolto ma non troppo
Con i figli in età scolare
sono tanti i genitori, in genere mamme, che cadono nel tranello dell’
“ascolto indotto”.
Con questo termine intendo
quando l’adulto subisce passivamente i racconti e le lamentele
infinite dei propri bambini, con l’ovvia buona intenzione di
sostenerli e aiutarli nelle difficoltà, ma producendo invece
l’effetto contrario.
Occorre essere consapevoli che
un figlio sano, in fin dei conti, non ha poi bisogno di così tante
attenzioni, e tutte quelle che gli diamo oltre lo stretto necessario,
anziché proteggerlo, alla lunga, lo danneggiano. Per un bambino che
sa fare il suo mestiere (e in genere tutti i bambini lo sanno fare
molto bene), la mamma (il papà o entrambi) è l’oggetto
motivazionale più grande, e in ogni dinamica relazionale che
abbiamo con lui questo bisogna tenerlo sempre presente. Insomma il
“di troppo” non va bene, molto meglio che si mangi una liquirizia
o che giochi con un amico.
La soluzione sta, dunque,
nell’ “ascolto attivo”, cioè in quei minuti di conversazione
che il genitore stesso decide di dedicargli, nei tempi e nelle
modalità che ritiene più opportune, a patto che siano con una
cadenza regolare e ben chiari anche al bambino.
domenica 11 febbraio 2018
Dal 27 febbraio presso la Farmacia di Bentivoglio
A partire dal 27 febbraio 2018 sarò disponibile tutti i
martedì dalle ore 18.00 alle 19.30 presso la Farmacia di Bentivoglio per
offrire un servizio di colloqui psicologici gratuiti a tutti i cittadini che
sono interessati. I colloqui avverranno previo appuntamento.
Ringrazio la Dott.ssa Roberta Rabbi per aver reso
possibile l’avvio di questo nuovo servizio, nell’intento di migliorare il
benessere dei cittadini.
lunedì 5 febbraio 2018
FUORI DALLA CULTURA DELLA PRESTAZIONE !!
La cultura della
prestazione ci distrugge, ci annienta.
Perchè?
Perchè ci
allontana da noi stessi, da un rapporto sano ed equilibrato con la realtà.
Quello a cui
dovremmo aspirare non è “essere i migliori”, “i più bravi”, “i più belli”, “i
più forti”, “ i più...”
Dovremmo
invece aspirare a trovare uno stato di consapevolezza grazie al quale,
qualunque cosa si sta facendo, non ci si
dimentica mai di noi stessi.
Lucidi, ma
non troppo coinvolti, col proprio ritmo e la propria velocità, senza snaturarsi
e senza andare oltre i propri limiti.
Restare se
stessi in alcuni vortici giornalieri è segno che si è sulla strada giusta.
Poichè la
maggior parte delle cose che facciamo quotidianamente sono “da fare” non ci
resta che spostare l’attenzione sul “come “ farle, cioè su come approcciarsi
agli impegni.
Il segreto,
insomma, sta nel tipo di presenza che si riesce ad avere a se stessi.
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