martedì 8 maggio 2018

LO PSICOLOGO IN FARMACIA

Il supporto psicologico permette all’individuo di aumentare la consapevolezza dei propri vissuti interni, delle proprie emozioni. Andare dallo psicologo, non necessariamente implica l’avere dei problemi psichici, bensì spesso serve per affrontare la gestione di determinati momenti difficili e critici. Lo psicologo opera in diversi ambiti, quali la prevenzione, la diagnosi, il supporto e il sostegno.
La consulenza psicologica svolta presso la farmacia si struttura come un incontro finalizzato ad offrire all’utente uno spazio di ascolto, nel quale si cercherà di dare un nome agli aspetti problematici e di sofferenza, al fine di poter iniziare un percorso che miri al benessere individuale e/o di coppia.
Le farmacie sono ormai dei veri e propri servizi polifunzionali e hanno la possibilità di fornire servizi altamente professionali finalizzati alla promozione del benessere del cittadino.




lunedì 7 maggio 2018

PAURA DI COSA?

Cos’è?
Esiste solo in relazione a qualcosa, da sola non esiste.
Che significato si può dare dunque alla paura della morte? E’ paura dell’ignoto o è qualcos’altro?
In fondo, è solo paura di perdere il rapporto con le cose che ci appartengono e che ci sono già note: paura di perdere delle persone care, la famiglia, delle idee, il proprio carattere, il proprio conto in banca. Ognuno di noi, generalmente, trova una via di fuga alla paura: quella più comune è l’identificazione (con un’ideologia, una nazione, una fede, e altre).
C’è la paura del dolore. Ma mentre il dolore fisico è una reazione nervosa, il dolore psicologico sorge nei legami con le persone o le cose che ci danno più gioia e soddisfazione, e sorge perché subentra la paura di qualsiasi cosa possa portarcele via.

domenica 6 maggio 2018

L’ IMPORTANZA DELLA NOMINAZIONE

“Quante cose sento in me che non riconosco perché non so come chiamarle! E quante cose non saprei sentire se non ne possedessi il nome.” 

Tiziano Scarpa

sabato 5 maggio 2018

LA VITA E’ … VIVERE IN RELAZIONE !!

La relazione è lo specchio per scoprire te stesso. Senza relazione non esisti. Esisti solo nella relazione. Nessun Paese, nessun popolo, nessun individuo può vivere in isolamento. Relazione dunque come processo di autorivelazione, in cui si scoprono le proprie motivazioni, i propri pensieri e i propri obiettivi.


venerdì 4 maggio 2018

L’IMPORTANZA DELLE PAROLE

Le parole sono mattoni, non solo per chi fa il mio mestiere.
Se è vero quanto diceva Lacan sull’inconscio... cioè che è strutturato come un linguaggio, significa che noi tutti, nel profondo, siamo fatti di parole (oltre che di immagini). E se siamo fatti di parole significa che le parole che diciamo agli altri, ma soprattutto quelle che diciamo a noi stessi, creano i nostri stati mentali. Si potrebbe quindi dire che i limiti del nostro linguaggio sono i limiti del nostro mondo. Il modo in cui comunichiamo dà forma alle nostre relazioni e costruisce l’ambiente intorno a noi, per cui se usiamo le parole sbagliate creiamo rapporti complicati e ci possiamo anche ammalare. Dovremmo ascoltarci dunque mentre parliamo, non per misurare le parole, ma perché a parlare in modo autentico non sbagliamo mai.

mercoledì 2 maggio 2018

LA TRISTEZZA

……. non va demonizzata!
Questo sentimento, che apparentemente porta con se una valenza negativa, in realtà è sempre detentore di un sapere più profondo che sfugge ai codici del pensiero.
Quando siamo tristi, quando ci capita di non avere voglia di uscire, di vedere le solite persone, di fare le solite cose, quando “ci rintaniamo”, è come se vivessimo una sorta di piccolo lutto interiore che svolge una funzione molto importante: serve a liberarci da certe parti di noi che non ci servono più, da quei modi di essere che abbiamo acquisito nel tempo ma non ci appartengono più.


SEI GRASSA!!!

Il grasso in eccesso cos’altro è se non un sintomo?
Molte donne e uomini soffrono di fame nervosa e si definiscono infelici a causa del loro sovrappeso. Intraprendono continue diete, intensificano l’attività fisica, qualcuno pratica anche digiuni prolungati, ma alla fine la fame nervosa torna sempre. Ogni sintomo ricorrente non è mai casuale, e se torna, è perché ha qualcosa di cui farci diventare consapevole, non per “distruggerci”. Se prestiamo attenzione, ci rendiamo conto che cerchiamo il piacere del cibo perchè per qualche motivo abbiamo soppresso la gioia di vivere. Obbligarsi a diete ferree, spingendo la nostra forza di volontà oltre il lecito, non è la strada giusta, in quanto fa inevitabilmente scattare il desiderio di trasgressione, con un conseguente abbassamento dell’autostima e un inevitabile senso di frustrazione. Per cui, la prima domanda che consiglio di farsi a una persona in sovrappeso è : “ che spazio do al piacere nella mia vita quotidiana?”.
Spesso quindi, si mangia per reagire alle punizioni che ci autoinfliggiamo.
In conclusione, occorre tenere presente che quando dentro di noi si forma un disagio, siamo quasi sempre noi stessi a mantenerlo in vita.




martedì 1 maggio 2018

IL DEPRESSO…


non ha bisogno di sentirsi dire dagli altri parole di conforto che minimizzano o banalizzano il suo stato (“dai che non è niente” o “ ti fai dei problemi per niente”) in quanto chi lo fa perlopiù ignora di aver mai avuto qualsiasi disagio psichico e dimostra di essere scarsamente in contatto con le sue emozioni. Il depresso stesso, inoltre, non deve raccontarsi le classiche frasi di incoraggiamento come “reagisci!”, “non essere esagerato”, “se fai così significa che sei fragile”. Sono tutte parole sprecate che vanno nella direzione opposta a una guarigione. Come sempre occorre tutelare i sintomi da interpretazioni sbagliate, e al contrario, prenderli sul serio. La depressione va intesa come un percorso che esige rispetto e tempo, e come una opportunità di trasformazione personale. Anche se si presenta come un nemico indesiderato, pian piano si può comprendere che i cambiamenti che ci chiede sono nella direzione del nostro interesse e per il nostro bene.


martedì 17 aprile 2018

L’ANSIA DI MAMMA E PAPA’…

… è contagiosa!
Per cui occorre proteggere i figli dalle ansie genitoriali e trasmettere l’amore che proviamo per loro in forma diversa.
Stare addosso ai propri figli ha una diretta conseguenza: perderli.
Se talvolta ci sembrano trasgressivi, o solo un po’ strani, è meglio trattenerci dal criticarli se non vogliamo offuscare la loro personalità.
Anche con i consigli, se non sono richiesti, non bisogna esagerare; il rischio, altrimenti, è quello di limitare la loro capacità di pensare e di stare con se stessi.
Concedere loro fiducia significa fargliela crescere dentro, mentre il desiderio ossessivo di controllarli su tutto è pericoloso. La personalità infatti si plasma e si rinforza solo nell’incontro con le difficoltà. I figli per imparare a conoscersi devono poter sbagliare, e se vogliamo che crescano interiormente e che non rimangano degli eterni bambini dobbiamo anche contemplare l’idea che possano soffrire.


sabato 14 aprile 2018

IL SENSO DELLA DEPRESSIONE

Viviamo in un’epoca che, se potesse, abolirebbe tranquillamente dal vocabolario le parole come “dolore”, “sofferenza”, “stanchezza”, “fragilità”, “debolezza”, “malattia”, e perché no… anche “depressione”. I diktat che ci arrivano continuamente dal mondo esterno riguardano standard di perfezione, di forza, di successo, e ci ingabbiano in uno schema di pensiero estremamente rigido ma soprattutto altamente nocivo alla nostra soggettività.
Ogni stato emotivo che ci attraversa, infatti, ha lo stesso diritto di esistere in noi, che ci piaccia o no, e reprimerlo non può che allontanarci da noi stessi.
Il risultato è che la nostra società produce in modo seriale individui sintomatici che sempre più spesso non sanno nemmeno di esserlo, e quando invece riescono a riconoscere la presenza del sintomo non sanno a cosa attribuirlo.
Il nostro mondo emotivo insomma è troppo scollegato dalla realtà, e questo non può far altro che farci stare peggio e cronicizzare il disturbo di cui soffriamo.
La depressione, dunque, anziché come disgrazia, va intesa come salvifica. La sua presenza sta a significare che qualcosa dentro di noi si arrende, che vuole spazzarci via, vuole eliminare i nostri soliti ragionamenti e le nostre solite certezze.
E noi, quando si presenta, dobbiamo essere pronti ad accoglierla come una grazia.

mercoledì 11 aprile 2018

Caro figlio… ti ascolto ma non troppo

Con i figli in età scolare sono tanti i genitori, in genere mamme, che cadono nel tranello dell’ “ascolto indotto”.
Con questo termine intendo quando l’adulto subisce passivamente i racconti e le lamentele infinite dei propri bambini, con l’ovvia buona intenzione di sostenerli e aiutarli nelle difficoltà, ma producendo invece l’effetto contrario.
Occorre essere consapevoli che un figlio sano, in fin dei conti, non ha poi bisogno di così tante attenzioni, e tutte quelle che gli diamo oltre lo stretto necessario, anziché proteggerlo, alla lunga, lo danneggiano. Per un bambino che sa fare il suo mestiere (e in genere tutti i bambini lo sanno fare molto bene), la mamma (il papà o entrambi) è l’oggetto motivazionale più grande, e in ogni dinamica relazionale che abbiamo con lui questo bisogna tenerlo sempre presente. Insomma il “di troppo” non va bene, molto meglio che si mangi una liquirizia o che giochi con un amico.
La soluzione sta, dunque, nell’ “ascolto attivo”, cioè in quei minuti di conversazione che il genitore stesso decide di dedicargli, nei tempi e nelle modalità che ritiene più opportune, a patto che siano con una cadenza regolare e ben chiari anche al bambino.

domenica 11 febbraio 2018

Dal 27 febbraio presso la Farmacia di Bentivoglio



A partire dal 27 febbraio 2018 sarò disponibile tutti i martedì dalle ore 18.00 alle 19.30 presso la Farmacia di Bentivoglio per offrire un servizio di colloqui psicologici gratuiti a tutti i cittadini che sono interessati. I colloqui avverranno previo appuntamento.
Ringrazio la Dott.ssa Roberta Rabbi per aver reso possibile l’avvio di questo nuovo servizio, nell’intento di migliorare il benessere dei cittadini.

lunedì 5 febbraio 2018

FUORI DALLA CULTURA DELLA PRESTAZIONE !!



La cultura della prestazione ci distrugge, ci annienta.
Perchè?
Perchè ci allontana da noi stessi, da un rapporto sano ed equilibrato con la realtà.
Quello a cui dovremmo aspirare non è “essere i migliori”, “i più bravi”, “i più belli”, “i più forti”, “ i più...”
Dovremmo invece aspirare a trovare uno stato di consapevolezza grazie al quale, qualunque cosa  si sta facendo, non ci si dimentica mai di noi stessi.
Lucidi, ma non troppo coinvolti, col proprio ritmo e la propria velocità, senza snaturarsi e senza andare oltre i propri limiti.
Restare se stessi in alcuni vortici giornalieri è segno che si è sulla strada giusta.
Poichè la maggior parte delle cose che facciamo quotidianamente sono “da fare” non ci resta che spostare l’attenzione sul “come “ farle, cioè su come approcciarsi agli impegni.
Il segreto, insomma, sta nel tipo di presenza che si riesce ad avere a se stessi.