mercoledì 8 maggio 2019

LA DIMENSIONE INDIVIDUALE




“La dimensione individuale acquista il suo significato umano
quando contiene la risposta a un bisogno dell’altro”




                                                             Vittorino Andreoli

domenica 5 maggio 2019

INSOMNIA


L’ insonnia è forse il disturbo più universalmente associato allo stress. L’identikit dell’ insonne è quello di una persona sempre in movimento durante il giorno, incapace di delegare e di staccarsi dai pensieri. Trascinato dai suoi impegni quotidiani l’insonne accumula tensione senza esprimere la sua energia vitale più profonda che, quindi, di notte lo tiene sveglio

UN FUOCO CHE BRUCIA NELLO STOMACO


Possiamo leggere l’ulcera come un’aggressività trattenuta nei confronti del mondo che rivolgiamo contro noi stessi. La colite, invece, rimanderebbe a un bisogno di eliminare velocemente contenuti inconsci ritenuti inaccettabili

SE SI PENSA TROPPO LA TESTA DUOLE


L’emicrania può esprimere un tentativo di bloccare una testa che pensa troppo. I pensieri in eccesso, i continui rimuginamenti, cercano sempre di tenere a bada un mondo emotivo ed esistenziale che preme per uscire

DALLA TENSIONE PSICOLOGICA ALLE MALATTIE: MAL DI SCHIENA


Lo stress favorisce una maggiore predisposizione verso disturbi che di solito non associamo alla tensione psicologica. Non è casuale che il mal di schiena sopraggiunga a “bloccarci” quando il peso della vita diventa eccessivo. In questo modo, la patologia fisica diventa quasi uno scudo e una protezione rispetto a un’eventuale e forse più pericolosa patologia psicologica, che rischierebbe di mandarci definitivamente in tilt

Il MECCANISMO DELLA RAZIONALIZZAZIONE


Quando l’individuo cerca di giustificare, di dare spiegazioni coerenti dal punto di vista logico ad azioni, idee, sentimenti fonti di conflitto. Per esempio, un paziente con forti resistenze al cambiamento che dichiara di giungere sempre in ritardo alle sedute terapeutiche per ragioni lavorative, familiari o di traffico

MECCANISMO DEL FARE E DISFARE: L’ANNULLAMENTO


E’ quella difesa dell’ Io caratteristica del pensiero magico, dove un’azione simbolica sostituisce un’azione inaccettabile compiuta per cancellarne il pensiero o ricordo. Ad esempio, una suora portata al pronto soccorso psichiatrico dalle consorelle, si spogliava e si rivestiva continuamente, diceva una parolaccia e un’ Ave Maria

QUELLA DIFESA DELL’ IO CHIAMATA FORMAZIONE REATTIVA


Si manifesta sviluppando un comportamento opposto all’impulso o pensiero inaccettabile. Come ad esempio pulire eccessivamente casa può mascherare quelle pulsioni percepite come “sporche”




LA NEGAZIONE


Si verifica quando il soggetto, pur esprimendo un pensiero, desiderio o sentimento, rifiuta il fatto che questo gli appartenga.
Per Freud la negazione è, in realtà, un’affermazione. Infatti negando si afferma implicitamente ciò che si nega

LA REGINA DI TUTTE LE DIFESE






La rimozione è la regina di tutte le difese. Ha lo scopo di alleggerire i conflitti emotivi attraverso l’allontanamento dalla coscienza di desideri, sentimenti, pensieri, ricordi minacciosi o dolorosi. Questo meccanismo di difesa dell’ Io è alla base di tutti gli altri, i quali vengono agiti quando la rimozione fallisce

sabato 4 maggio 2019

RENDI COSCIENTE L’INCONSCIO ALTRIMENTI….


LA CONCEZIONE PSICODINAMICA DELLE NEVROSI


Le nevrosi sono caratterizzate dalla presenza di un conflitto inconscio; tale conflitto è determinato dall’ irrompere delle pulsioni avvertite come pericolose. Ecco che, per tenere a bada l’ansia conseguente, il soggetto ricorre a meccanismi di difesa che determinano delle soluzioni di compromesso denominate sintomi

I DISTURBI DELL’ AREA NEVROTICA


1) TUTTI I DISTURBI D’ANSIA



2) DISTURBI SOMATOFORMI



3) DISTURBO ISTRIONICO DI PERSONALITA’



4) DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DI
PERSONALITA’

DISTURBO DIPENDENTE DI PERSONALITA’


E’ caratterizzato da un eccessivo bisogno di essere accudito, che si esprime con un comportamento sottomesso e adesivo. Il soggetto mostra sfiducia nelle proprie capacità e non riesce a portare avanti un progetto autonomamente. Gli altri devono prendersi tutte le responsabilità e lui sente l’esigenza di essere continuamente guidato. Teme l’abbandono. La persona, nei suoi tentativi di autonomizzazione, potrebbe essere stata spesso bloccata da atteggiamenti genitoriali di disapprovazione, minacce di perdere l’affetto e da insidiose ricompense per il mantenimento della dipendenza

DISTURBO EVITANTE DI PERSONALITA’


Il quadro clinico presenta una eccessiva ipersensibilità nei confronti delle critiche altrui e atteggiamenti inibitori che esprimono inadeguatezza. Il soggetto desidera le relazioni sociali ma teme di fallire e di essere rifiutato. Si vergogna di aspetti del sé e quindi tenta di coprirsi con un comportamento evitante